Nicola Purgato Psicoanalista, Psicoterapeuta, Padova
I riferimenti teorici della terapia rimangono la talking cure (cura della parola) elaborata da Sigmund Freud e rinnovata da Jaques Lacan, per una pratica di ascolto e trasformazione di sé a partire dai propri sintomi o disagi connessi con la propria storia, la vita famigliare, il rapporto con il proprio corpo e l’altro.
Particolare posto e rilevanza hanno le elaborazioni successive dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP) sviluppate in un lavoro collettivo e confronto tramite congressi, seminari, pubblicazioni e supervisioni. Una costante attenzione e integrazione è rivolta alle scoperte delle neuro-scienze che hanno riabilitato il concetto di inconscio e l’importanza dell’ambiente circostante.
La modalità di approccio clinico sarà modulata partendo dall’ascolto del disagio e delle preoccupazioni tramite la parola del paziente, i sogni, le emozioni e i comportamenti.
La psicoanalisi continua a rappresentare la più radicale possibilità di cambiamento per una persona, in quanto esperienza unica che permette di analizzare i sintomi e le sofferenze di cui si lamenta e che rendono difficile il vivere quotidiano.
Oltre a essere una terapia efficace, essa è anche un’esperienza di conoscenza in cui una persona può scoprire di sé altro da ciò che ha sempre creduto essere, in quanto la nostra personalità non coincide del tutto con il nostro Io. “L’Io – infatti – è un oggetto fatto come una cipolla, lo si potrebbe pelare e si troverebbero delle identificazioni successive che lo hanno costituito” (J. Lacan, Il seminario. Libro I. Gli scritti tecnici di Freud, Einaudi, Torino 1978, p. 213.)
Nell’attraversare, strato dopo strato, le diverse identificazioni cui si è fissati, si acquista una dinamicità e plasticità nuova, si aprono nuovi orizzonti e nuove possibilità da cui sorge l’impronta più particolare ossia lo stile del soggetto, la sua voce più autentica.
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La psicoterapia è la modalità d’intervento preferita quando la persona si presenta con sintomi già identificati e definiti e non desidera attivare un percorso conoscitivo a tutto campo sulla propria personalità.
Si tratta di un lavoro su di sé che punta ad entrare nel merito delle ragioni del disagio portato e a ridurne il carico nella vita quotidiana.
È una pratica più mirata, la cui dimensione conoscitiva tipica della psicoanalisi è presente ma rimane legata al disturbo/sintomo portato e alla sua origine, con l’obiettivo di ridurne la portata di disagio profondo per trasformarlo in nuove potenzialità che il soggetto ritrova dentro di sé.
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Sono consigliati nelle fasi di transizione della vita o quando sofferenza e conflitti di varia natura sembrano offuscare la capacità di analizzare quanto sta accadendo nella vita dell’individuo.
Infatti, nuovi eventi che si impongono alla vita personale (matrimoni, nascite, nuovi incontri, sradicamenti, lutti ecc.) possono far vacillare il soggetto, che può chiedere un sostegno nel ridefinire la propria posizione soggettiva rispetto a quanto gli sta accadendo e non riesce a gestire.
È indicato, inoltre, nel sostegno di adolescenti che devono affrontare dinamiche legate allo sviluppo fisico e sessuale, al rapporto problematico con le figure parentali e alla costruzione dell’identità. Può essere utile agli anziani per aiutarli a non ripiegarsi su se stessi e a mantenere un orizzonte di vita aperto.
In una società dai legami liquidi e sempre più virtuali la capacità di essere in relazione è costantemente minacciata e messa alla prova innescando anche nella vita di coppia un circolo di malintesi e accuse che rendono il quotidiano spesso drammatico e invivibile.
Una terapia di coppia è l’offerta ad entrambi i partner di ripercorrere la storia dei loro legami affettivi, coglierne ricchezza e fragilità, desideri e sogni infranti, prendere atto di evoluzioni e cambiamenti intercorsi e fare (o rifare) delle scelte maggiormente consapevoli.