Nicola Purgato Psicoanalista, Psicoterapeuta, Padova

Editoriale per la rivista Appunti n. 158

Il mio editoriale per la rivista Appunti n. 158

Ottobre 2024

Il nuovo numero di Appunti si apre con la sezione “Psicoanalisi ed ecologia”, una sfida per la nostra comunità, già prefigurata da Lacan quando, parlando della spazzatura, sosteneva che fosse “uno degli aspetti della dimensione umana che bisognerebbe non misconoscere”1. In questo numero vengono offerti alcuni contributi non solo per non misconoscerne la portata, ma per approfondirne conseguenze cliniche e sociali. L’analista, infatti, non può sottrarsi o guardare altrove rispetto a quanto accade nel mondo e all’ambiente, così come non può trincerarsi dietro l’ideale di una posizione neutrale che gli spetterebbe come conseguenza della sua professione.

         I testi che vengono presentati nella prima e seconda parte aiutano a cogliere la posta in gioco che soggiace alla questione ecologica. Dagli scenari apocalittici, evocati da gruppi militanti, all’inerzia degli indifferenti, sempre pigri ad alzare lo sguardo al di là del loro naso, passando per quanti con il riferimento ai corsi e ricorsi storici, per cui sarebbe sempre accaduto quello che sta avvenendo, banalizzano la situazione, si tratta per noi di articolare e declinare le conseguenze della stretta alleanza tra scienza e capitalismo, che rende la nostra civiltà sempre più una “fogna”2.

         Siamo costantemente confrontati con “un gran disordine nel reale”3 e l’analista è chiamato a rispondere alla sua responsabilità di “agente provocatore di una politica del sintomo”4, anche lì ove la sua portata è sociale, perché occorre saper riconoscere il kakon che ci costituisce e che, più o meno inconsapevolmente, contribuiamo ad alimentare e produrre in svariate modalità. L’uno rimanda all’altro, come la foglia alla pianta. L’analista è lì per non farlo dimenticare nella babele dei linguaggi e delle posizioni assordanti, testimone che sugli scarti e sui resti ha qualcosa di prezioso da dire5.

         Già nel 1953 Lacan si chiedeva se gli analisti sarebbero riusciti ad essere “all’altezza, perché ciò di cui si tratta è evidentemente la sorte di quella specie insensata, di quella specie proliferante che è la specie umana”6. Si tratta di una sfida per ciascuno di noi perché “gli analisti sono lì quando c’è una crisi”7. E siamo davvero nel pieno di una crisi. Non si tratta di affrontarla con idealismi, né misconoscimenti, ma analizzando lo statuto del resto e dello scarto a livello clinico e politico. In questo senso il discorso ecologico mostra qualcosa della pulsione di morte e dei suoi tranelli e, mettendoli in luce, svela ancora una volta la natura umana, assai lontana dalla ricerca della felicità e dell’armonia. È per questo che Lacan ricorda che il concetto “di natura è precisamente un frutto della cultura”8, per evitare un rapporto ingenuo con tutto quanto sembri “naturale” e quindi foriero di nostalgie, idealismi o restaurazioni. Altrimenti saremmo condannati alla debilità mentale, “da cui non mi escludo – perché ho a che fare con lo stesso materiale di tutti, con il materiale che ci abita”9.

         Gli articoli di questa prima parte sull’ecologia sono il frutto di una serata della Segreteria di Bologna (Alessandro Arena, Marco Bani, Alessandro Siciliano), arricchita da contributi di colleghi dell’AMP (Geert Hoornaert, Clotilde Leguil, Josep Maria Panés) e da una breve intervista ad Adone Brandalise (Università di Padova).

         Sempre a proposito di scarti e di rifiuti, si apre la seconda parte di questo (e dei prossimi numeri) di Appuntidedicata al lavoro in istituzione. “Clinica e politica” è il sottotitolo di questa rubrica che lascia parlare i protagonisti di diverse esperienze di cura su ciò che il sistema scarta e domanda di “curare” nel senso di eliminare il disturbo, rieducare i comportamenti e far tacere il disagio. Illustreranno come, non piegandosi a queste richieste, accolgano e accompagnino minori o giovani adulti e quali principi e modalità li guidino nel loro lavoro. Iniziano a raccontare la loro esperienza Matteo De Lorenzo (Roma) e Luca Masotti (Bologna).

         La terza parte raccoglie un secondo gruppo di contributi presentati nella giornata organizzata dalla Segreteria SLP di Milano l’8 ottobre 2022 sul tema “Follia generalizzata e costruzione del caso. A partire dall’insegnamento di Carlo Viganò, a dieci anni dalla sua scomparsa”. Una prima parte di interventi è stata già pubblicata nel numero 156-157 di Appunti. Anche in questo caso si tratta di apprendere come saperci fare con il reale, tenendo sempre annodati clinica e società come Carlo Viganò ci ha insegnato.

         Infine la sezione dedicata ai cartelli, strumento princeps di elaborazione nella nostra Scuola, dove la produzione si articola in maniera inedita uno per uno a partire da un desiderio che porta la marca del gaio sapere. Il lavoro del cartello deve sfociare infatti in una produzione, non collettiva ma individuale, perché ognuno può conquistarsi il sapere, a condizione di mettersi al lavoro. Stefano Tacca ne dà testimonianza.

         Last, not least un ringraziamento alla nuova redazione che si è messa subito al lavoro con entusiasmo e decisione: Carla Antonucci, Adriana Isabel Capelli, Umberto Cavalli, Laura Ceccherelli, Federica Facchin, Marianna Matteoni, Ilaria Solari.



Il testo è consultabile e/o acquistabile su

Appunti n. 158 – Ottobre 2024

 

Buona lettura!

 

 

 

1 J. Lacan, Il Seminario. Libro VII. L’etica della psicoanalisi [1959-1960], Einaudi, Torino 1994, p. 296.

2 J. Lacan, Il Seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe del sembiante [1971], Einaudi, Torino 2010, p. 104.

3 J.-A. Miller, Il reale nel XXI secolo. Presentazione del tema del IX Congresso dell’AMP, in La Psicoanalisi, n. 52, Astrolabio, Roma 2012, p. 34.

4 X. Esqué, Presenza dello psicoanalista nella politica, in R.E. Manzetti (a cura di), Desideri decisi di democrazia in Europa, Rosenberg & Sellier, Torino 2020, pp. 37-45.

5 Cfr. J.-A. Miller, Le salut par les déchets, in Mental. Revue internationale de psychanalyse, n. 24, Paris 2010, pp. 9-15.

6 J. Lacan, Alla ‘Scuola freudiana’ [1974], in Lacan in Italia – En Italie Lacan 1953-1978, La Salamandra, Milano 1978, p. 131

7 Ivi.

8 J. Lacan, Sapere, ignoranza, verità e godimento [1971], in Il mio insegnamento e Io parlo ai muri, Astrolabio, Roma 2014, p. 115.

9 J. Lacan, Le Séminaire. Livre XXIV. L’insu que sait de l’une-bévue s’aile à mourre [1976-1977], in Ornicar?, 14, 1978, p. 7 [T.d.A.].