Nicola Purgato Psicoanalista, Psicoterapeuta, Padova

Benevento – Disturbo vs Sintomo. Il disagio nell’età evolutiva

11 maggio 2024

Oggi la clinica sembra aver lasciato il posto alla tassonomia, allo studio delle classificazioni attraverso la definizione esatta di principi, procedure e norme che la regolano. Il discorso contemporaneo si appassiona a isolare, misurare, confrontare, calcolare e vivisezionare i DISTURBI nella speranza di trovare la soluzione nell’universale del dato statistico, mettendo in secondo piano la declinazione singolare del disagio soggettivo che chiamiamo SINTOMO.
L’adolescente e il giovane “etichettato” in maniera sempre più precisa, si ritrova così sempre più solo perché si rifiuta di farsi “assorbire” dall’universale. Non è un caso che le forme di disagio giovanile si moltiplichino in modo esponenziale nell’epoca in cui la dimensione relazionale del disturbo viene messa in secondo piano: la parola si riduce a un grido vuoto, diviene muta o si trasforma necessariamente in agito. La violenza sempre più in aumento tra le giovani generazioni – dalla versione più bruta (del becero razzismo) a quella più stupida (verso un disabile), da quella rivolta agli altri (disturbi oppositivi della condotta, comportamenti devianti…) a quella rivolta verso se stessi (agitazione psicomotoria, iperattività, cutting…) – ne è la cartina al tornasole. ll grido – qualunque forma assuma – non può che essere declinato al singolare, con sfumature e tonalità uniche. Esso esprime un disagio o un malessere e per questo deve trovare qualcuno in grado di intenderlo. Intenderlo perchè sa che è la trama fondamentale di cui siamo fatti.