Nicola Purgato Psicoanalista, Psicoterapeuta, Padova

Al di là del bene… oggi: l’odio, l’orrore, l’osceno.

“Abbiamo passato la linea? Non si tratta di quel che facciamo qui, ma di quel che succede nel mondo in cui viviamo. […] Al momento in cui io vi parlo del paradosso del desiderio in quanto i beni lo mascherano, fuori potete ascoltare i discorsi spaventosi della potenza. Non c’è da chiedersi se essi sono sinceri o ipocriti, se vogliono la pace, se calcolano i rischi. L’impressione che domina in un momento simile, è appunto quella di ciò che può passare per un bene prescrivibile – l’informazione richiama e cattura folle impotenti, a cui la si versa come un liquore che stordisce nel momento in cui scivolano verso il mattatoio. Siamo ormai al punto di chiederci se si potrebbe osare far scoppiare il cataclisma, se non si allentassero prima le briglie a questo gran rumore di voci. Eppure tutti dormono tra i due guanciali di un ‘ciò non è possibile’, mentre non c’è niente di più possibile ed è addirittura il possibile per eccellenza.”
J. Lacan, Il Seminario, Libro VII, L’etica della psicoanalisi, p. 293.

Un discorso che Lacan ha fatto nel 1960 ma che sembra scritto per la situazione attuale, di nuovo sotto la minaccia nucleare, di nuovo la violenza che dilaga nello spazio vitale degli esseri umani: guerre, abusi, assassinii. L’illusione che la distruzione totale non sia possibile poggia sull’idea che l’essere umano non possa che agire per il proprio bene, ma la psicoanalisi insegna che il concetto di bene, così come il principio di piacere, comportano un al di là e possono essere al servizio della pulsione di morte. Avrà questa l’ultima parola?

Nel primo dei cinque incontri tratteremo il tema “Cedere non è acconsentire. Clinica e politica del consenso e dell’amore” a partire dal testo di Clotilde Legui edito da Alpes.

“In fin dei conti, sia nel consenso intimo che in quello politico, si tratta di un patto di fiducia che mette in gioco il rapporto con la parola. Si tratta anche di una confusione dei confini in me stesso tra ciò che posso accettare, ciò che posso dare, ciò che posso perfino sacrificare per l’altro e ciò che mi distruggerà, in questa pericolosa vicinanza tra cedere e acconsentire. Fino a dove può portarmi il consenso? […] Infatti, acconsentire può portare a cedere, senza nemmeno accorgersi che il confine è stato superato” (Clotilde Leguil, Cedere non è acconsentire)

Di questo tema, delle sue declinazioni e sfumature, dei suoi confini e dei suoi quotidiani malintesi, partendo dall’amore fino alle esperienze lavorative, parleremo in questa conferenza.

Il testo è acquistabile on line https://www.alpesitalia.it/prodotti-1144-cedere_non_e_acconsentire

Padova, 31gennaio 2026